Sharron Angle

Essere la croce di un vecchio mostro del Senato democratico è senz’altro lusinghiero per un repubblicano, e andare alla sfida provenendo dal grado zero della politica aumenta il piacere dell’agone. Sharron Angle è una “nonna”, dice lei, arrivata per caso in politica, naturalmente in quota Tea Party. La campagna delle primarie di Angle era una cosa difficile da credere: i manifesti sembravano fatti nel 1998, la campagna era disorganizzata, lei sembrava non avere la minima idea di cosa fosse un discorso politico.
17 AGO 20
Immagine di Sharron Angle
Essere la croce di un vecchio mostro del Senato democratico è senz’altro lusinghiero per un repubblicano, e andare alla sfida provenendo dal grado zero della politica aumenta il piacere dell’agone. Sharron Angle è una “nonna”, dice lei, arrivata per caso in politica, naturalmente in quota Tea Party. La campagna delle primarie di Angle era una cosa difficile da credere: i manifesti sembravano fatti nel 1998, la campagna era disorganizzata, lei sembrava non avere la minima idea di cosa fosse un discorso politico capace di andare al di là delle piccole questioni di cui si occupa il Congresso dello stato.
La Angle è incappata in un paio di controversie picaresche: la prima è arrivata quando lei, orgogliosa battista del sud, è stata accusata di essere al servizio di Scientology; la seconda, quando ha detto che in due cittadine, una in Texas e una in Minnesota, era stata introdotta la sharia. Nulla di tutto questo era vero, ma Angle non ci ha rimesso troppo. Anzi, per paradosso ci ha guadagnato in termini di donazioni e organizzazione della macchina elettorale. Quando a sorpresa ha vinto le primarie, Angle si è trasformata. E’ andata a Washington – sì, nel ricettacolo di tutti i mali – e lì ha imparato a tenere un discorso politico; ha mandato a casa i grafici, ricostruito il sito, stampato nuovi manifesti, smussato gli angoli sui temi meno digeribili. In tre mesi ha raccolto più di 14 milioni di dollari e nella sua veste di nonna politica accarezza l’idea di spodestare il sultano del Nevada.